17 ottobre 1997: venticinque anni di resilienza

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1997 io e la mia famiglia abbiamo lasciato Serra San Bruno, la Calabria, i nostri affetti più cari. Avevo osato denunciare non solo la ‘ndrangheta, ma anche le istituzioni e la magistratura con essa colluse. Per garantire la mia sicurezza e quella di mia moglie e dei miei bambini si era reso necessario che venissimo trasferiti in località protetta, che entrassimo nel programma speciale di protezione. Ci avevano detto che si sarebbe trattato di un allontanamento provvisorio, qualche mese… forse sei… al massimo un anno. Di anni, ad oggi, ne sono passati venticinque! 

Le nostre vite sono state completamente stravolte, nulla è stato più come prima. Nei primi otto mesi siamo stati costretti ad alloggiare in cinque luoghi diversi… poco ospitali, per non dire inadeguati ad una giovane famiglia con due bambini piccoli. Io non ho più potuto lavorare: non sono mai state ripristinate le condizioni per permettermi un reinserimento lavorativo. Durante il periodo di permanenza nel programma speciale di protezione e anche dopo, ho continuato ad imbattermi in procedure farraginose, poco attente al valore della vita umana, che si ingarbugliano, si bloccano, creano attese estenuanti, logorano, che pare abbiano l’unico scopo di infiacchire l’animo. Non mi sono mai lasciato abbattere e da queste esperienze, a volte surreali, ho imparato cosa vuol dire diventare resilienti. 

Ho denunciato a rischio della stessa vita perché i diritti fossero riconosciuti come tali e non divenissero merce di scambio con la ‘ndrangheta e con le istituzioni con essa conniventi. Ho affidato nelle mani dello Stato la mia vita e quella della mia famiglia. In quell’atto di fiducia c’era tutta la mia genuinità, la mia integrità, la mia speranza che la scelta di stare dalla parte della legalità mi avrebbe ripagato, mi avrebbe presto restituito la mia sicurezza, il mio lavoro, la mia vita. 

Tante delle mie speranze sono attualmente disattese, ma confido ancora fermamente nel valore inestimabile che ogni vita umana rappresenta per lo Stato e per la società!