Pino Masciari: “Lavoro, Reddito di Cittadinanza e Legalità”

Il Lavoro è parte integrante del mondo della Legalità. Un popolo i cui diritti sul lavoro sono rispettati e tutelati, un popolo pagato e valorizzato il giusto è anche un popolo che paga le tasse e che non cerca “lavoretti in nero”.
In Italia invece discutiamo di Reddito di Cittadinanza, dando colpa a questa misura se “oggi i giovani non hanno voglia di lavorare…”

Ma cosa significa?!? Avete provato a cercare lavoro oggi?

Mandi 100-150 curriculum ad aziende e nessuno ti risponde! Neanche per dire che il tuo profilo non è adatto, che non hai l’esperienza o lei caratteristiche richieste.
Poi ci sono quelli che vogliono solo persone sotto i 35 anni perché loro investono sulla crescita del loro personale.
Quelli che assumono solo “donne di bella presenza”. Un ragazzo mi ha raccontato di un’azienda in cui il curriculum non veniva neanche letto, servivano venditori porta a porta, il tuo curriculum erano gli indirizzi di mamma, nonni, zii, parenti, vicini di casa che riesci a portare nella prima settimana di prova.
Dopo 6 mesi che un ragazzo o un quarantenne vivono questa specie di incubo è ovvio che mollano e accettano il primo lavoro in nero che gli viene proposto.
E non venitemi a dire che il Reddito di Cittadinanza fa rinunciare al lavoro, non è vero. Stare a casa a ciondolare tutto il giorno forse funziona i primi mesi ma poi porta a depressione, siamo “macchine” fatte per lavorare, essere stimolate, produrre, stancarci.
Parlo con moltissimi giovani nei miei viaggi e nessuno mi hai mai detto di non voler lavorare perché, tanto, prende già il RDC (mediamente 548 euro).
Servono invece politiche efficaci per il lavoro, a partire dalla scuola, dai centri di formazione, servono corsi di specializzazione, servono corsi di formazione sulle nuove tecnologie, serve dare spazio a creatività e intraprendenza.

Solo così potremmo avere un Paese che lavora e che lo fa in modo legale.