15 settembre 1993

15 settembre 1993

Il sorriso che Don Pino Puglisi rivolge al suo assassino che gli intima “questa è una rapina” è l’immagine della serenità di chi sa di aver vissuto bene e fatto la scelta di anteporre a tutto, anche alla vita, il valore dell’educazione alla legalità. Don Pino sapeva che era sotto tiro, che la sua azione educativa stava disturbando… Era un personaggio scomodo! Toglieva i ragazzi dalla strada, denunciava apertamente, dava loro un’alternativa concreta alla scelta di rovinarsi per sempre la vita entrando nella manovalanza mafiosa. E la sua parola non rimase inascoltata: uno dei suoi giovani, allora ventenne, testimoniò denunciando gli assassini. Anche in questo caso giustizia è stata fatta grazie al coraggio di un testimone di giustizia, Giuseppe Carini, uno dei ragazzi di don Pino che raccogliendo il suo insegnamento, ha trovato il coraggio di farsi avanti, di denunciare, permettendo la condanna all’ergastolo dei mandanti: i fratelli Graviano.
Educare alla legalità e sceglierla di viverla ogni giorno è possibile! Tutti ci dobbiamo opporre alla criminalità rompendo il muro del silenzio! La denuncia di fatti illeciti e di chi li commette deve essere una scelta condivisa, deve diventare la normalità!