7 Risposte

  1. Anna Porta ha detto:

    A volte mi chiedo: se non avessi incontrato Pino Masciari e la sua storia, sarei stata la persona che sono adesso? Certamente no, mi rispondo, perché nessuno, dopo aver conosciuto Pino e la sua storia rimane tale e quale, qualcosa cambia la tua vita e il tuo modo di pensare, cambia la tua visione dello Stato, della cittadinanza attiva, della legalità e dell’impegno.
    Se mi avessero detto più di un anno fa che sarei dovuta salire su un palco a parlare davanti a tante persone, avrei semplicemente rifiutato, perché generalmente sono una persona riservata, che non ama esporsi.
    Invece sabato 20 dicembre è avvenuto qualcosa che non avrei mai immaginato: davanti a una cinquantina di persone, o forse di più, sono salita su un palco insieme a Federica Daga, Alex di Macerata, Linda Dinaro e Alessio di Roma per fare una cosa semplicissima: parlare di Pino Masciari, della sua famiglia e della sua storia.
    E’ stata un’esperienza indimenticabile, sotto tutti i punti di vista.
    Parlare di Pino e della sua famiglia tra di noi è una cosa; raccontarlo agli altri è un’altra faccenda.
    Sembra facile, ma sono così tante le cose che uno vorrebbe raccontare per far capire l’assurdità di questa vicenda che le parole si affollano nel tuo cervello; vorresti raccontare tutto, nei minimi particolari, ma sai di avere a disposizione solo venti minuti e che in quei venti minuti devi raccontare dodici anni di una famiglia che “non vive” solo perché Pino Masciari ha fatto quello che dovrebbe rappresentare per tutti noi cittadini la normalità: denunciare i suoi aguzzini.
    Non ricordo granchè di quello che abbiamo raccontato sul palco, ma mi sono rimasti impressi gli applausi, che ogni tanto interrompevano i nostri interventi, segno che evidentemente il messaggio stava arrivando forte e chiaro a coloro che ci stavano ascoltando.
    C’è un altro particolare che mi ha colpito, dopo il nostro intervento sul palco.
    Federica ed io siamo state fermate da una persona che ci ha detto semplicemente: “Grazie!”
    E’ proprio questo che dobbiamo far capire a tutti: che quello che molti considerano “anormale”, ossia fare il testimone di giustizia, collaborare con lo Stato affinchè la malavita organizzata venga sconfitta, denunciare un abuso o un reato, dovrebbe essere la “normalità”, il nostro dovere di cittadini consapevoli.
    Per questo non smetterò mai di ringraziare il giorno in cui ho conosciuto Pino Masciari, la sua famiglia e la sua storia: mi ha insegnato tanto e so che continuerà ad insegnarmi sempre di più.
    Vi voglio bene, Pino, Marisa, Francesco e Ottavia.

  2. Alessio ha detto:

    Ciao a tutti,
    per me, che sono “alle prime armi” con questa situazione, con la storia di Pino e della sua famiglia, è stato bello poter partecipare direttamente all’evento di sabato, anche solo con la presenza. Ed è stato molto emozionante, visto che non sono abituato a stare davanti ad altre persone su di un palco!Mentre Federica parlava, mentre parlava Anna, e quando è intervenuto Alex, raccontando quanto sta accadendo, tremavo, e per il freddo, e per l’emozione, e per la rabbia e la voglia di unirmi alle loro voci che risuonavano dagli altoparlanti. Avrei voluto intervenire anch’io, ma per l’emozione e per l’imbarazzo, non l’ho fatto: ma quello che avrei voluto dire, e che scrivo qui ora, è quello che più mi ha colpito del discorso che Pino ha fatto a Roma, a Settembre, quando l’ho incontrato per la prima volta. Quella sera Pino si è rivolto a tutti i genitori, e ha chiesto loro :”Che mondo volete lasciare ai vostri figli?Che cosa volete far loro conoscere e vedere?Che esempio volete essere?” e ha aggiunto: “Io ho scelto 14 anni fa, quando ho deciso da che parte stare. E voi, da che parte state?”. Queste parole hanno continuato e continuano a risuonare dentro di me, e non lasciarmi stare, e mi spingono a raccontare e a far conoscere tutta questa assurda storia a quante più persone possibile.Io non so se sarei capace di portare avanti la guerra che Pino e la sua famiglia stanno conducendo, ma sento che il suo esempio è come un faro, e che solo con l’esempio si può costruire un’alternativa.
    Voglio il vostro bene,
    ciao
    Alessio di Roma

  3. federica d. ha detto:

    Buongiorno,
    sabato 20 siamo saliti in 5 su un palco per parlare di Pino, Marisa, Francesco e Ottavia.
    Ehm, riportare quanto accaduto al TAR, parlare della vita dei Masciari in 20 minuti, mandare un messaggio alle persone che ci stavano ascoltando…è stato emozionante.
    Sì, l’emozione era tanta e non per il palco, ma per le parole da dire: 12 anni di vita dei Masciari condensati in meno di 20 minuti. Il Servizio Centrale assente al TAR. La denuncia che noi testimoni firmeremo. L’invito a tutti di denunciare in prima persona. Smettere di fare gli spettatori e alzare la testa. Che si può fare tutto da semplici cittadini, anche accompagnare un testimone non scortato…
    Sì, alla fine il messaggio è passato. I cittadini presenti hanno ascoltato, erano presenti e attenti.
    Ci siamo detti “grazie”. Tra di noi. Alex (Civitanova Marche), Anna (Bari), Linda e Alessio (Roma), io (Torino).
    Ci hanno ringraziati, perché? Per aver fatto una cosa normale.
    E io ringrazio la famiglia Masciari, per aver fatto una cosa normale da persone normali: DENUNCIARE!
    Ringrazio Pino e Marisa perché mi hanno insegnato tanto, perché mi hanno arricchito…perché mi hanno fatto capire e indignare e agire.
    Li ringrazio con tutto il cuore.

    Mi auguro di vedere questa normalità dilagare…
    Un abbraccio.
    Federica Daga Masciari.

  4. alex ha detto:

    Sicuramente è stato entusiasmante, però è da rilevare l’indifferenza dei cittadini. In una piazza con capienza di circa 3.000 persone, eravamo appena un centinaio.
    Comunque credo che non dobbiamo demotivarci ma è necessario organizzarsi sempre meglio perchè possa arrivare quel giorno in cui la piazza sarà gremita e i cittadini vogliosi di cambiamento.

  5. Piccola ha detto:

    Eccomi,
    come al solito in ritardo.. 🙂
    Arrivo in Piazza ed aspetto le solite persone che promettono di venire, ma non si presentano mai..
    Raggiungo Federica, Anna, Mario, Alessio ed Alex..
    Federica ed Anna erano “leggermente” tese per l’intervento che dovevano fare..
    Io, abbastanza tranquilla ( soprattutto perché non mi passava proprio per la mente di dover salire sul palco), solo un pochino congelata per il freddo assurdo che sentivo..
    Roma, come molto spesso mi capita di vedere, non ha risposto nel migliore dei modi (per quanto concerne il numero di persone che erano presenti in piazza) a questa manifestazione..
    Federica ed Anna mi hanno chiesto se potevo salire sul palco insieme a loro.. Credo di aver fatto una faccia da scemotta proprio.. “Dai.. Io proprio non posso salire.. Sono troppo timida.. Ok.. Basta che non mi fate parlare..”
    Allora, in un modo per niente gentile mi rivolgo ad Alessio “Tu sali sul palco con me” perdonami Alessio, a volte sono proprio poco delicata..
    Ed infatti…..
    Tocca a noi..
    Avevo la maglia che mi ha regalato Federica sotto il maglione, e non ho avuto il tempo di invertirla, per far si che si vedesse, senza morire di freddo..
    Poi spinta dalla mia pazzia, (in pochi secondi) mi sono tolta giaccone e maglione rimanendo a mezze maniche.. brrrr…
    Si, lo so.. è da pazzi salire sul palco a mezze maniche con il freddo che faceva (per chi non c’era si poteva benissimo percepire dall’abbigliamento invernalissimo di Alessio.. hahhaah)..
    Tocca a noi.. Cioè.. “Io dovrei salire sul palco?? Oddio.. Ma quante cose che, non avrei mai pensato di fare, e invece sto facendo per Pino??”
    Stavamo per salire insieme le scale..
    Davanti a me ed Alessio c’era Federica ed Anna che si prendono per mano..
    Allungo anche io la mano verso Alessio, e tutti insieme saliamo sul palco..
    Mano nella mano, per darci energie, per sentirsi nuovamente fratelli e sorelle, per sentirsi di nuovo uniti nella stessa “anima”..
    Non sapevamo neanche come posizionarci sul palco..
    Tutti emozionati, intimiditi, infreddoliti.. Insomma quasi imbranati.. aahah senza offesa eh?
    Federica ed Anna riescono a parlare, a volte con voce spezzata dall’emozione, e dai silenzi che fortunatamente il nostro caro Alex è riuscito a riempire con le sue “sentite” parole..
    Io come al solito faccio la mia figuraccia..
    Tremavo come una foglia per via del freddo.. Non riuscivo a fermarmi e facevo le peggio facce..
    A volte mi veniva da ridere.. Anche se la cosa era seria, ma pensavo a chi mi guardava tremare come una pazza, “chissà cosa potevano pensare” ahahahaha..
    Federica ed Anna sono persone che adoro..
    La loro semplicità-grandezza, fa sì che le adori dal più profondo..
    Anche se poi non le conosco molto..
    Ed è questa la grandezza degli amici di Pino..
    Ti senti legato a persone che in realtà non conosci moltissimo..
    Grazie a tutti voi.. Grazie..

  6. federica d. ha detto:

    Son d’accordo Piccola!
    Ci si sente legati a persone che in realtà non si conosce…Pino e Marisa, secondo me, hanno portato a questo, a sentirsi una grande famiglia.
    Bel resoconto…mi è piaciuto un sacco e mezzo! 😀
    Smuack
    A presto…
    Federica.

  7. alby ha detto:

    Tanti auguri Masciari e buon 2009…concittadini!Un bacio a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *