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\”Non ci siamo, Amici miei. Ci sono troppe vertenze in atto nel Paese. Sono quasi 35mila gli esuberi nelle banche e quasi 700 in Alitalia. Posti che rischiano di essere bruciati. Per migliaia di lavoratori si spalancheranno le porte dell\’incertezza e del dramma. Il baratro di una esistenza precaria e di un futuro colorato di grigio.

Non voglio accettare tutto questo. Non posso accettare tutto ciò. Conosco bene i sentimenti di chi cammina sul filo del rasoio della perdita del posto di lavoro. Anche io ci sono passato: ricordo la profondità della ferita e del dolore. Ricordo la paura di non farcela a rialzarmi. Conservo memoria di quegli anni.

Per tali ragioni non mi sento di accettare passivamente questo massacro sociale. Sono con i lavoratori, senza se e ma. Dalla loro parte.

Occorrono misure precise a sostegno dell\’occupazione: dobbiamo avere coraggio. Meno illegalità e privilegi, più lavoro e tutela sociale. Non è più rinviabile un piano straordinario per l\’occupazione. Basta parole: chiediamo fatti concreti\”

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Fonte: Corriere della SeraBanche, l\’allarme dei sindacati: «Si rischiano 35 mila esuberi». Le uscite sarebbero gestite con prepensionamenti

Dopo un incontro con l\’Associazione Bancaria italiana (Abi), i sindacati del credito lanciano l\’allarme per il rischio che nel settore possano esserci 35 mila esuberi da gestire con prepensionamenti obbligatori. «Nessun numero» è stato indicato al tavolo con l\’Abi, ma per alcune sigle è questa la misura dei possibili esuberi.

I SINDACATI – «Ci è stato detto – dice Massimo Masi, segretario generale della Uilca – che siamo di fronte ad una produttività in calo che comporta il rischio di 35 mila esuberi, al tavolo con l\’Abi ci è stato mandato il messaggio chiaro che in futuro ci saranno seri problemi di occupazione».
Per il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, «stanno preparando il terreno per il prepensionamento obbligatorio di 35 mila lavoratori: sarebbe l\’inizio della fine della categoria. Siamo contrari – sottolinea – alla rottamazione dei 55enni».
Anche Sileoni chiarisce che il numero non è emerso direttamente dal tavolo con l\’Abi ma è stato dedotto dal confronto diretto con i diversi istituti bancari.

L\’ABI – Al tavolo «questo tema non è stato affrontato», chiarisce per l\’Abi, il responsabile del comitato sindacale e del lavoro, Francesco Micheli: «Abbiamo solo tracciato una rappresentazione del sistema in questo momento particolarmente complesso – spiega-. Nelle pieghe del ragionamento ci sta che l\’eccedenza negli organici può portare criticità in termini di esuberi. È una cosa che si può dedurre».

Cura dimagrante per Alitalia, 690 esuberi. Il piano industriale presentato dall\’ad Ragnetti prevede risparmi per circa 30 milioni di euro

Ammontano a 690 gli esuberi con un risparmio per circa 30 milioni di euro. È quanto prevede il piano industriale di Alitalia, secondo quanto si apprende, illustrato ai sindacati. Nello specifico gli esuberi riguarderebbero 300 assistenti di volo, 300 dipendenti dello staff di terra e 90 nella manutenzione.

IL PIANO ANNUNCIATO – Questo l\’esito dell\’incontro tra sindacati e l\’amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti. Ieri erano circolate delle indiscrezioni che parlavano di cassa integrazione per qualche centinaio di dipendenti e altre misure per favorire la crescita e i ricavi, dall\’aumento della produttività al lancio di nuove destinazioni. Il timore era legato ad un ridimensionamento della compagnia, a carico della collettività e a futuro vantaggio del socio Air France-Klm (25%) che potrebbe aumentare la propria quota con un investimento ridotto. Ragnetti aveva anticipato ai sindacati la necessità di adottare misure di rigore per fronteggiare la crisi che sta colpendo il trasporto aereo a livello globale. Un percorso obbligato, quindi, per puntare alla crescita.

LA RISTRUTTURAZIONE – La riorganizzazione finalizzata alla crescita ha visto, nel settembre scorso, l\’arrivo in azienda del nuovo capo del commerciale Gianni Pieraccioni e la nascita della figura del capo delle strategie, ruolo affidato a Marco Sansavini, per lo sviluppo del network e della flotta. Che oggi conta 155 aerei ed è completamente nuova o rinnovata.

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