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Il 27 Gennaio, nel nostro istituto, si è tenuta l’assemblea sulla Shoah. Il dibattito è stato diviso in due parti: nella prima è stato trattato l’argomento della deportazione degli ebrei durante la II Guerra Mondiale, seguita dalla premiazione dei superstiti e dei loro parenti (poiché alcuni sono venuti a mancare) delle zone limitrofe a Montefiascone da parte dei loro rispettivi primi cittadini. Uno dei superstiti ha raccontato la sua vicenda personale, spiegando di aver viaggiato a piedi e con mezzi di fortuna da Aushwitz fino a Caprarola. Durante questo primo dibattito alcuni alunni della scuola si sono esibiti con canzoni attinenti al tema della deportazione, tra cui “Aushwitz” di Francesco Guccini: “Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà”.

Nella seconda parte del dibattito abbiamo avuto l’onore di ospitare Pino Masciari, un imprenditore calabrese e testimone di giustizia, che ha raccontato la sua vita per portarci la testimonianza  di chi ha avuto il coraggio di denunciare, di non piegarsi di fronte alla mafia. Di chi, a distanza di tanti anni, non si arrende e continua a lottare. “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo” e PinoMasciari è l’esempio più bello di onestà, di ricerca di giustizia e di legalità. Lui è la dimostrazione che si può scegliere da che parte stare, che si può lavorare insieme per cambiare la realtà che ogni giorno ci restituisce ingiustizie, sangue e illegalità. Pino Masciari e la sua famiglia  sono stati sottoposti dal 18 Ottobre 1997 ad un programma  di protezione speciale per aver denunciato la  ‘ndrangheta e le sue collusioni politiche.

I sui problemi iniziarono il giorno in cui decise di non sottostare alle pressioni mafiose, spalleggiate dai politici che dovrebbero controllarle. La criminalità organizzata bloccò le sue imprese di costruzioni edili fermandone le attività. Insieme alla sua famiglia, iniziò ad essere vittima di furti, incendi, danneggiamenti e minacce. Dopo varie denunce, Pino riuscì a far arrestare e condannare decine di capi e gregari di importanti famiglie ‘ndranghetiste. Dal giorno in cui ha detto basta alle pressioni mafiose, la criminalità ha distrutto la sua attività sia nelle opere pubbliche sia nei settori privati, infiltrandosi negli appalti e intralciando i rapporti con le banche con cui operava. Ma lui rifiutò di dare il 6% ai politici e il 3% ai mafiosi del fatturato edile; adesso vive con la sua famiglia in una località protetta. A Pino Masciari è stata conferita la cittadinanza onoraria in diverse città come Torino, Bologna e Montefiascone. Dal 31 Marzo 2008 giovani e associazioni si muovono al fine di sostenere ancora di più l’intera famiglia Masciari.

Come tutte le altre assemblee, anche questa ci ha sensibilizzato su argomenti passati ma, purtroppo, ancora vivi nel presente, tra cui la testimonianza portata da Masciari definita “il suo personale olocausto”. >>   (Elena Palombini, Flavia Calevi, 1BLC)

 

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