Al contrario di quanto pubblicato oggi dal Giornale, in un articolo a firma di Domenico Ferrara, preciso che la mia fedina penale è pulita. Ciò è confermato dai certificati penali e dal certificato dei carichi pendenti che pubblico in allegato. Per i fatti a cui fa riferimento il giornalista, e cioè la condanna per omicidio colposo, a seguito di un incidente sul lavoro di un dipendente dell\’azienda di cui ero titolare, voglio precisare che ho provveduto a risarcire la controparte, e che ho ottenuto la completa riabilitazione nel 2012, come da certificato che posto in allegato, con provvedimento del 18.12.2012 del Tribunale di Torino.
Infine ci tengo a specificare che, la sentenza citata dal Giornale, è frutto di una profonda ingiustizia e di una limitazione del diritto di difesa, in quanto il processo a mio carico, si è svolto in totale assenza di comunicazione al sottoscritto, perché si è celebrato e concluso mentre ero sotto il regime di protezione speciale, in località protetta, e nella impossibilità di presenziare e difendermi. Ciò perché avevo ricevuto minacce e intimidazioni dalla criminalità organizzata, perché avevo denunciato dei boss. Per me, il rispetto della legalità, va messo sempre al di sopra di tutto ed è un principio cardine della mia vita.

 

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