5 Risposte

  1. Piero ha detto:

    …riusciremo a vincere Pino…Forza!

  2. Arturo Francesco ha detto:

    Vorrei ringraziare il laboratorio artistico NoMafia Zone.
    La vicinanza di coloro che si impegnano in progetti culturali ai temi quali quelli rappresentati dai testimoni di giustizia fornisce , a mio modo di vedere, un contributo prezioso.  Il “teatro laico”, di cui qualche volta si parla, non troverebbe storie migliori da raccontare che i drammi dei testimoni di giustizia, celati,volutamente nascosti alla società civile. La storia di Pino e Marisa Masciari costituirebbe davvero un “unicum”, sia per la drammaticità e la portata degli eventi ma anche e soprattutto perché permetterebbe di “celebrare” la forza , la caparbietà , le doti umane che i due “protagonisti” hanno saputo trovare in loro stessi. Forza , caparbietà e intelligenza che ha consentito loro di condurre una lotta dura e snervante,contro il mostro delle mafie e dei “collusi”, liberandosi dalla prigione del silenzio e dell’oblio a cui qualcuno voleva destinarli.
    Se oggi siamo a parlare di Pino Masciari e della sua famiglia, Marisa , Ottavia e Francesco, lo dobbiamo alla loro dote etica e morale. Li potremmo definire “eroi”. E tali sono nella realtà perché, come altri eroi della storia civile italiana, hanno saputo trasformare la debolezza della condizione in cui erano costretti in forza!
    Ed io penso che grazie alla loro battaglia, altri testimoni di giustizia potranno trovare il coraggio e le condizioni per gridare e superare quella inaccattabile realtà che veniva denunciata dalla relazione della Commissione Antimafia della passata legislatura , quando si scriveva testualmente: “Lo spaccato emerso appare evidenziare come i testimoni di giustizia siano i primi a sperimentare sulla loro pelle quelle gravi cadute di efficienza del sistema, dovute spesso a inettitudine, trascuratezza e irresponsabilità.
    Pino Masciari, con l’appoggio indispensabile di Marisa, altro non ha fatto in questi ultimi mesi che rivivere, ripercorrere, ancora e dolorosamente, la sua Storia perché altri potessero conoscerla. L’azione che da sempre l’uomo compie coi suoi simili: raccontare, narrare storie , vicende vissute. La storia di Pino Masciari, come dicevo prima, è una di quelle storie che di solito ci vengono tenute nascoste, affinchè il loro ascolto non diventi esempio, monito e sprone, a ribellarsi allo stato delle cose, laddove “stato delle cose” significa spesso subire i soprusi e i ricatti perpetrati dalle mafie e dagli “insospettabili” collusi. A tutto questo Pino e Marisa Masciari ebbero il coraggio di dire “No!”.
    La cultura, il teatro, che da sempre è  luogo di denuncia civile, deve (dovrebbe!) avvicinarsi e fare proprie le battaglie di questi uomini e donne: uomini e donne che chiedono e pretendono, nel rispetto delle Leggi e nell’ossequio alle istituzioni, che Legalità mai deve essere disgiunta da Gustizia; la storia e le vicende di coloro che, con coraggio, scelgono di seguire la strada indicata da valori etici e morali che per altri spesso non sono che “maschere”, da indossare a seconda delle convenienze.
    Sono queste le storie negate alla conoscenza della società civile, in questo paese. E’ questo lo scandalo che il racconto di Pino Masciari denuncia, quando offre la sua storia ,“rivivendola” negli incontri e nelle occasioni in cui è chiamato ad offrire al sua testimonianza.
    Quindi un grazie al Laboratorio NoMafia Zone. A voi, Pino, Marisa, Ottavia e Francesco, un abbraccio forte e il ringraziamento più grande per essere stati capaci di vivere con coraggio, determinazione e integrità, la prova e il sacrificio a cui siete stati costretti. Se si riuscirà ad ottenere un cambiamento, vero, nella storia di questo paese lo si dovrà a uomini e donne come Pino e Marisa Masciari.
    Arturo Francesco Masciari

  3. Gabriel ha detto:

    Rispondendo ad Arturo Francesco, hai perfettamente ragione, però ora come ora l’unica cosa che si può fare e diffondere ad amici , famigliari e conoscenti la sua storia.
    Affinchè tutti la conoscano inoltre è necessaria una presa comune di coscienza non da poco sia al nord che al sud, altrimenti tutti gli sforzi di Pino e Mari saranno (non completamente) inutili, o no?

  4. Arturo Francesco ha detto:

    Ciao Gabriel.
    E’ proprio questo l’impegno che coloro che si dicono amici di Pino Masciari e della sua famiglia si sono assunti: raccontare e diffondere la storia di Pino Masciari e della sua famiglia. Perchè è lo stesso impegno che Pino Masciari stesso si è  assunto quando ha deciso di venire allo scoperto, comprendendo che la sola salvezza possibile era quella di rivelare alla  società civile le condizioni in cui era costretta la vita sua e dei suoi cari: deportati e sepolti, tenuti nascosti e privati della libertà . Loro che avevano affidato le loro sorti alle Istituzioni di uno stato subivano , come si comprende bene dal  passo che ho citato estratto dalla relazione della Commissione Antimafia, i comportamenti ambigui e manchevoli che quello stesso Stato ha mantenuto nei confronti dei testimoni di giustizia. Rileggi  la “Dichiarazione di Volontà” di Pino Masciari: in quel documento egli  denuncia e dichiara di aver dovuto affidare la sorte sua e della sua famiglia proprio alla società civile, che assurge  a figura di “difesa popolare” del destino di una famiglia.  Siamo noi cittadini a doverci assumere la responsabilità di invocare e pretendere il riconoscimento dei diritti che spettano a coloro che rispettano le Leggi di questo paese. Diritti spettanti allorquando si adempiono ai doveri della cittadinanza.
    L’esempio e la forza di Pino Masciari è condensata nella frase che egli spesso pronuncia nei suoi incontri pubblici: “Io la mia parte l’ho fatta , adesso tocca a voi…Insieme possiamo farcela…perchè lo Stato siamo noi!”
    Quindi sono daccordo con te: adesso tocca a noi, cittadini del Nord e cittadini del Sud, prendere coscienza e assumerci la responsabilità di un impegno che possa indurre e permettere il  cambiamento possibile!
    Ti saluto cordialmente!
    Arturo Francesco Masciari

  5. Anna ha detto:

    I tempi corrono, gli eventi incalzano, le   situazioni si sussegguono….e Pino e la sua famiglia sempre lì nella sofferenza e SENZA  LA LIBERTA’ E LA SICUREZZA che di DIRITTO dovrebbe essergli garantita…
    E’   S C A N D A L O S O…!!!!!!LE ISTITUZIONI COSIì ASSENTI…difronte ad un uomo, una donna, dei figli, DEI CITTADINI, una famiglia …che meritano RISPETTO, CONSIDERAZIONE E TUTELA DEI PROPRI DIRITTI….
    PENSO CHE UNO STATO CHE SI TIRA INDIETRO E FA ORECCHIE DA MERCANTE  IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA DI PINO FA DAVVERO POCO ONORE ALLA NOSTRA TERRA E SOPRATTUTTO HA POCO DA INSEGNARCI…
    IN QUESTI ANNI LA FAMIGLIA MASCIARI HA SENTITO SOLO UN MUCCHIO DI PAROLE DI SOSTEGNO E INCORAGGIAMENTO MA I FATTI CONCRETI NON CI SONO E NON ARRIVANO…SI ASPETTA INVANO…MA COSA DOBBIAMO ASPETTARE ANCORA?? …pINO MARISA E I RAGAZZI HANNO GIA’ SOFFERTO TANTISSIMO…COSA ASPETTIAMO PER RENDERLI LIBERI????E’ ORA CHE DEVONO VIVERE..ESSERE SERENI…CRESCERE I FIGLI NELLA SICUREZZA, LA LIBERTà…IL SORRISO DEGLI AMICI E LE PERSONE CHE AMANO…..
    VOGLIAMO DARE LORO DELLE RISPOSTE CONCRETE O VOGLIAMO CONTINUARE A FISCHIETTARE….E NOOOO ...NOI NON CI STIAMO….UNA SOFFERENZA COSì E INGIUSTAAA…..
    Pino vi abbraccio …anna

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