2 Risposte

  1. Anna ha detto:

    Abbracci agli Amici calabresi…penso che per Pino possa essere davvero importante questo riconoscimento…noi tutti gli vogliamo bene ..
    un uomo di grande valore..
    Saluti
    Anna.

  2. Arturo Francesco ha detto:

    Sono certo che le parole di Pino Masciari, rivolte in questi due incontri agli uomini e alle donne della sua terra , la Calabria, hanno suscitato riflessioni profonde in chi , vivendo in quella regione oppressa dal dominio delle organizzazioni mafiose, subisce quotidianamente il giogo di quel fenomeno.
    Parole di uomini calabresi, Pino Masciari ed Emiliano Morrone, che hanno dovuto lasciare la terra che amavano per non cedere al ricatto di chi, organizzazioni criminali e mala politica, impedisce spesso agli uomini e alle donne di quella terra di affrancarsi dal bisogno e di essere quindi pienamente liberi.Tutto questo in una regione in cui enormi ricchezze vengono sottratte alla collettività per essere appannaggio iniquo di pochi e ben noti personaggi e spartiti fra coloro che si dimostrano compiacenti ed accondiscendenti.
    In questi giorni di avvicinamento all’appuntamento elettorale, le parole di Masciari e di Morrone hanno risuonato certo in maniera differente da quelle di chi, politici e maggiorenti , si sarà rivolto alla gente di Calabria. Immagino che le parole di Pino Masciari e di Morrone non abbiano nè adulato nè illuso le donne e gli uomini calabresi che sono intervenuti a questi incontri. Penso che invece quelle parole siano state un appello, uno sprone a levare lo sguardo su una realtà ed un futuro oppressi ed oscurati da uomini e poteri che non hanno alcun interesse al bene delle comunità calabresi.
    Dobbiamo essere solidali, uniti e vicini , tutti insieme, per combattere quella che adesso è divenuta una battaglia che riguarda l’Italia intera.
    Le donne e gli uomini che hanno ascoltato le parole di Pino Masciari e di Emiliano Morrone , insieme a loro, potrebbero essere testimoni di quali siano le reali conseguenze di un potere criminale che si sia impossessato della gestione delle ricchezze di una intera regione.
    Ad esempio, avverrebbe quel che avviene in Calabria dove, paradosso taciuto da quasi tutti i media in questi giorni di comizi e di promesse elettorali, l’impiego di risorse ingentissime nel campo della sanità pubblica è in grado di creare solo enormi inefficienze in termine di qualità e di quantità dei servizi offerti ai cittadini. Cosicchè per ripianare il deficit della sanità calabrese, che si sa essere gestita spesso in maniera oscura e clientelare, si usano i fondi europei che dovevano essere utilizzati per lo sviluppo della regione. Il risultato è sempre lo stesso: si alimentano ruberie, inefficienze e clientelismi , sottraendo risorse che potrebbero invece essere utili ad innescare forme di crescita sana. Gli uomini e le donne calabresi, come dicevo prima, potrebbero essere testimoni diretti delle conseguenze di questa continua, scandalosa ruberia. Il dramma , le donne e gli uomini calabresi lo vivono allorquando sono colpiti da malattie o gravi problemi di salute: ancora si assiste al fenomeno dei cosiddetti “viaggi della speranza”, alla ricerca di ospedali e centri di cura , spesso al Nord, in grado di offrire quelle cure e quelle strutture che la mala politica e la criminalità negano oggi alla Calabria.
    Ma questo , ripeto, è solo uno dei tanti esempi possibili.
    Il problema delle mafie , lo si è detto , è anche , è soprattutto,forse, un problema culturale , di pensiero, di comportamenti.
    Grazie a Pino Masciari e ad Emiliano Morrone per aver certo contribuito a far pensare la gente di Calabria con parole importanti e diverse da quelle che spesso rieccheggiano in quelle terre tanto amate
    Arturo Francesco

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